Una storia di innovazione

Una storia di creatività, innovazione e bellezza capaci di dettare le regole del settore ceramico.

Serve know-how e visione per sviluppare ciò che non esiste”, così racconta Paolo Mussini, fondatore di Cotto d’Este, marchio premium di Panariagroup, che quest’anno festeggia 30 anni di storia, di una qualità senza compromessi fatta di eccellenza estetica e tecnica. Ciò che contraddistingue da sempre il brand è, infatti, la capacità di saper guardare al futuro con passione, promuovendo soluzioni esclusive, inedite che hanno cambiato le regole e scritto, così, la storia dell’evoluzione del settore.

Cotto d’Este ha esordito nel mercato della ceramica con l’intento visionario e ambizioso di andare oltre i limiti: conferire originalità e unicità nonostante la standardizzazione della produzione industriale, con l’unico intento di raggiungere livelli di bellezza e ricercatezza assoluti.

Traendo spunto dai riferimenti stilistici delle ville estensi, di palazzi nobili e antichi nei quali il cotto artigianale era il prodotto tipicamente utilizzato, il brand, fin dalle origini, ha avviato un percorso di ricerca volto a realizzare manufatti che non tradissero quelli di ispirazione, seppur realizzati attraverso processi industriali. Un’ambizione e una visione che da subito hanno generato collezioni dalla qualità estetica sublime, nelle quali i dettagli hanno determinato una significativa differenza.

Ai riferimenti che affondano radici profonde nella cultura e nella storia del territorio in cui nasce, il brand ha affiancato il desiderio di innovare, di osare e di proporre. Fin dall’inizio del suo percorso.

 

 

Andando contro corrente, ha introdotto sul mercato piastrelle ad alto spessore in 14mm, prima cifra distintiva del brand, dalle performance resa estetica eccezionali. Grazie a un processo produttivo speciale che prevede un ciclo di cottura di durata almeno doppia rispetto ai materiali di spessore standard, si raggiunge la perfetta aggregazione delle materie prime e greificazione della superficie. Questo determina colori più intensi, finiture superficiali dal riflesso unico oltre a un’eccezionale planarità anche in grande formato e una resistenza di 3 volte superiore allo spessore standard di 10 mm.

Per assecondare la propria visione creativa e rivoluzionaria, Cotto d’Este, in stretta collaborazione con i produttori di apparecchiature e macchine industriali, ha evoluto anche il settore produttivo così da raggiungere nuovi traguardi: nel 2004, infatti, in anteprima mondiale assoluta, il brand ha presentato Kerlite, la lastra sottile per eccellenza con i suoi soli 3mm di spessore. Inizialmente pensata per le applicazioni a parete, nel tempo – grazie a un’altra intuizione, l’applicazione della rete in fibra di vetro – Kerlite è divenuta prodotto elettivo anche per l’uso a pavimento.

 

 

L’incessante ricerca del brand si è estesa ben oltre gli spessori arrivando a toccare tutte le caratteristiche del prodotto ceramico.

Come lo studio di sempre nuove finiture superficiali, da cui è scaturita la lappatura caratterizzata da una morbidezza al tatto e da una lucentezza mai viste prima su una piastrella (1997), o la superficie Soft (2003), la prima finitura superficiale dal riflesso opalescente e semilucido, e, infine, nel 2022, la tecnologia Safetouch: l’unica superficie ceramica che coniuga le massime prestazioni antiscivolamento ad una superficie morbida al tatto. Anche le dimensioni vengono via via evolute ed indagate: a Cotto d’Este si deve primato di aver immesso sul mercato formati sempre più importanti (come il 90×90 cm) fino ad arrivare alle grandi lastre. Il primo marmo su grande lastra, 100×300 cm, viene proposto nel 2012, mentre il primo gres spessorato 14 mm in grandissimo formato, 120×120 e 90×180 cm, è una novità del 2021.

 

 

Non meno importante, la decorazione della ceramica per la quale il brand ha collezionato alcuni primati: Cotto d’Este è la prima azienda in assoluto ad introdurre nel 2007 la decorazione digitale con una collezione effetto marmo ed è sempre la prima, nel 2016, a proporre con la collezione Wonderwall la ceramica da parati, vere e proprie opere d’arte che interpretano con ricercatezza e armonia i disegni più originali per decorare gli ambienti con un materiale che conserva le sue caratteristiche di resistenza, inalterabilità nel tempo e grande praticità.

 

 

Persino la fase di applicazione della ceramica è campo di esplorazione per Cotto d’Este, che brevetta per prima la posa a secco certificata delle lastre ultrasottili: si tratta di Kerlite Easy attraverso cui è possibile realizzare una ristrutturazione sostenibile degli spazi. Si posa senza colla in sovrapposizione al pavimento esistente e, grazie all’esclusivo utilizzo delle lastre Kerlite ha una resistenza superiore a quella offerta da qualunque altro tradizionale sistema di posa. Un’innovazione riconosciuta anche dall’ADI – Associazione per il Disegno Industriale – che ha inserito il sistema nell’ADI Design Index 2021.

Infine, una costante attenzione alla sostenibilità ambientale, anch’essa obiettivo che guida ogni scelta, da sempre. Le lastre ceramiche ultrasottili, nate per esser sostenibili perché gli spessori ridotti hanno permesso di utilizzare meno materie prime, meno acqua e meno energia producendo minori emissioni di CO2, dal 2022 sono completamente CARBON NEUTRAL, grazie al progetto THINk ZERO con cui vengono compensate tramite un piano internazionale di abbattimento della CO2 nelle città più inquinate.

 

Affidabilità, massime prestazioni ed estetica ricercata fanno di Cotto d’Este il partner ideale per progetti ambiziosi e sfidanti: la vocazione del brand per l’architettura e l’interior si concretizza in uno sforzo incessante di fornire supporto al processo creativo e soluzioni alle esigenze tecniche dei professionisti di tutto il mondo.

È così che Cotto d’Este ha scritto le pagine dei suoi primi 30 anni di vita, ed è con il medesimo entusiasmo e una incessante volontà di non porsi limiti, che è pronto a guardare al futuro e ai nuovi traguardi legati ad un prodotto dal fascino eterno, le superfici ceramiche.